IPSE DISSING
La democrazia dell’Amplifon, sui social media, si è
trasformata in ipse dissing bestie immonde, decerebromuscolarizzate, sbraitano
cazzate fuori di senso, femcel, incel, purcel, pro-pal, pay-pal, maranza, gym
rat, si esercitano nel pissing infastidendo ogni interlocutore (sano) con
un’orchiectomia senza consenso, trollare, con umorismo e ironia, è diventato la
rappresentazione di uno psicodramma minacce, online shaming, ῥαφανίδωσις, sei
destinatario d’ogni offesa alla mamma.Scrivi, maranza gym rat, eroe (scadenza sei mesi) di
Threads, con errori d’ortografia, senza cognizione di causa, effetto, feedback
causa/effetto, insomma, sine cognitione, conseguenza di un cammino culturale che, nel XXI, si è
bloccato a Ragioneria col valore boomer delle scuole elementari, facendo il Rex
della tastiera, leone la tigre bianca dell’Himalaya, de persùna, sarebbe
costretta ad abbassar lo sguardo in modo da vedere, 185 cm, negli occhi i nani
sottosovrasviluppati dal ritardo. Il mondo è diventato una connessione social, vince chi
spara più palle in rete, le assemblee dell’arte devono contrastare il λόγος,
debole, dei CdA dei network combattendo contro i mulini a vento (meteorismo orale)
come Don Quixote con l’obiettivo di sostituire biblioteche e
decerebroteche, favorendo il Kunstwerk.
*
IL BATTERIO FANTASMA
Il mio sistema neurale attacca un bando sulla
Schlosskirche contro ogni organo vitale scatta un delirio di riforma, Brianza Paranoica, coi tuoi campi elettromagnetici,
církve hai dettato la regola di un anti-deontologico karma, vivrai - come Giobbe- un’esistenza spiazzata dal marasma la responsabilità è tutta del famigerato batterio
fantasma. Prostata ingrossata, PSA nel range, è il batterio
fantasma incalzante come Tomás de Torquemada nella Suprema
Inquisición, senza esito dell’antibiogramma il medico non è entusiasta tutto al rogo, brucia tutto, tutto in fiamme dall’uretra
all’huevón, occorre correre a una terapia omeopatica o naturopatica l’antibiotico non funziona, il probiotico non funziona,
resta l’abiotico stringere i denti, resistere, attendere o tentare un
esorcismo è il batterio fantasma, lontano dalla salute del corpo
come l’arsenico, non conduce alla morte, conduce all’Amorth, sprezzante
come un anatocismo. Hai beccato la multa, è il batterio fantasma, ti han
trombato la moglie è il batterio fantasma, si è bucato il condom, è il
batterio fantasma, tutto è nascosto, tutto è etereo, tutto è finzione, un
mondo in doglie è il batterio fantasma, non è facile combattere con un
ectoplasma, siamo tutti in attesa dell’asta del Tonmya,
ciclobenzaprina cloridrato, e, nel frattempo, metabolizziamo il batterio, come non ci
fosse mai stato.
*
BILANCIO DOPO CENTO RECENSIONI A LO STATO PONTIFICIO
Per adesso, in un mese, sono arrivato a Cento, artigiano
anti-doping anti-benzodiazepine e anti-alcool vissuti sei mesi da
first-fucking, Prima-donna, vacca Eva, dell’anti-star system dell’arte
italiana impongo recensioni, con la faccia tosta, tipo scanzonata
mezzana leggete la mia silloge, assemblee, kolektivne, bund,
ccct, bot e davanti ai vostri «non ho tempo» democristiani, vi
scateno un riot. Mi sono sentito dire tutto, - tutto, √ tutto, 0 : tutto =
rutto: 10, x < tutto < y da Archiloco, attraverso Cecco e Majakovskij, a Quasimodo
e Luzi (?), e, confusi, mi bocciate l’interpretazione «soggettiva»
del critico diapason impegnato a dettare le norme standard di un’orchestra che
suona a comanda, mi conoscete, da anni, la mia bio-biblio vi stronca, con
massima sottovalutazione lei suona l’organo, e lui la tromba, mi sono abituato a
cantare fuori dal coro, non entro nelle vostre teste, effettuo col coltello dei
miei versi la vostra circoncisione, Činggis Qayan tardo-moderno non salto, ritmo con-forme,
come i Mongoli dell’Orda d’Oro. «Ma ci sono turpiloquio, dissacrazione e bestemmia» nella
tua «poesia» (sticazzi) scrivono l’artista ottantenne e il direttore di Gradiva,
Fontanella era un diocanato, eh, il riot attua un mistilinguismo (eh?) alto/basso, tra
Battiato e l’ex depu-tore Razzi il lirico/elegiaco mi accusa di non essere seduttivo,
essendo un DOP iper-dotato, di-origine-Pozzoni, studioso hard / uomo easy, nel
cimentarmi in ogni idioletto, con la lingua ci so fare e sono un fan del poliamory,
contemporaneo, a letto.
Ivan
Pozzoni è nato a Monza nel 1976. Ha introdotto in Italia la materia della Law
and Literature. Ha diffuso saggi su filosofi italiani e su etica e teoria del
diritto del mondo antico; ha collaborato con con numerose riviste italiane e
internazionali. Tra 2005 e 2026 sono uscite varie sue raccolte di
versi: Underground e Riserva Indiana, con A&B
Editrice, Versi Introversi, Mostri, Galata morente, Carmina
non dant damen, Scarti di magazzino, Qui gli austriaci sono più
severi dei Borboni, Cherchez la troika e La malattia invettiva con
Limina Mentis, Lame da rasoi, con Joker, Il Guastatore, con
Cleup, Patroclo non deve morire, con deComporre Edizioni e Kolektivne
NSEAE e Lo Stato Pontificio con Divinafollia. Ha scritto/curato 152 volumi,
scritto 1000 saggi, fondato un movimento d'avanguardia (NeoN-avanguardismo,
approvato da Zygmunt Bauman), e steso un Anti-Manifesto NeoN-Avanguardista. I
suoi versi sono tradotti in trenta lingue. Nel 2024, dopo sei anni di ritiro
totale allo studio accademico, rientra nel mondo artistico italiano e fonda il
collettivo NSEAE (Nuova socio/etno/antropologia estetica)
[https://kolektivnenseae.wordpress.com/], braccio “armato” del tardomodernismo
letterario.
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