giovedì 2 luglio 2026

SELEZIONE DI RIOTS TARDOMODERNISTI - DI IVAN POZZONI

 


IPSE DISSING

 La democrazia dell’Amplifon, sui social media, si è trasformata in ipse dissing bestie immonde, decerebromuscolarizzate, sbraitano cazzate fuori di senso, femcel, incel, purcel, pro-pal, pay-pal, maranza, gym rat, si esercitano nel pissing infastidendo ogni interlocutore (sano) con un’orchiectomia senza consenso, trollare, con umorismo e ironia, è diventato la rappresentazione di uno psicodramma minacce, online shaming, αφανίδωσις, sei destinatario d’ogni offesa alla mamma.Scrivi, maranza gym rat, eroe (scadenza sei mesi) di Threads, con errori d’ortografia, senza cognizione di causa, effetto, feedback causa/effetto, insomma, sine cognitione, conseguenza di un cammino culturale che, nel XXI, si è bloccato a Ragioneria col valore boomer delle scuole elementari, facendo il Rex della tastiera, leone la tigre bianca dell’Himalaya, de persùna, sarebbe costretta ad abbassar lo sguardo in modo da vedere, 185 cm, negli occhi i nani sottosovrasviluppati dal ritardo. Il mondo è diventato una connessione social, vince chi spara più palle in rete, le assemblee dell’arte devono contrastare il λόγος, debole, dei CdA dei network combattendo contro i mulini a vento (meteorismo orale) come Don Quixote con l’obiettivo di sostituire biblioteche e decerebroteche, favorendo il Kunstwerk.

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 IL BATTERIO FANTASMA

 Il mio sistema neurale attacca un bando sulla Schlosskirche contro ogni organo vitale scatta un delirio di riforma, Brianza Paranoica, coi tuoi campi elettromagnetici, církve hai dettato la regola di un anti-deontologico karma, vivrai - come Giobbe- un’esistenza spiazzata dal marasma la responsabilità è tutta del famigerato batterio fantasma. Prostata ingrossata, PSA nel range, è il batterio fantasma incalzante come Tomás de Torquemada nella Suprema Inquisición, senza esito dell’antibiogramma il medico non è entusiasta tutto al rogo, brucia tutto, tutto in fiamme dall’uretra all’huevón, occorre correre a una terapia omeopatica o naturopatica l’antibiotico non funziona, il probiotico non funziona, resta l’abiotico stringere i denti, resistere, attendere o tentare un esorcismo è il batterio fantasma, lontano dalla salute del corpo come l’arsenico, non conduce alla morte, conduce all’Amorth, sprezzante come un anatocismo. Hai beccato la multa, è il batterio fantasma, ti han trombato la moglie è il batterio fantasma, si è bucato il condom, è il batterio fantasma, tutto è nascosto, tutto è etereo, tutto è finzione, un mondo in doglie è il batterio fantasma, non è facile combattere con un ectoplasma, siamo tutti in attesa dell’asta del Tonmya, ciclobenzaprina cloridrato, e, nel frattempo, metabolizziamo il batterio, come non ci fosse mai stato.

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 BILANCIO DOPO CENTO RECENSIONI A LO STATO PONTIFICIO

 Per adesso, in un mese, sono arrivato a Cento, artigiano anti-doping anti-benzodiazepine e anti-alcool vissuti sei mesi da first-fucking, Prima-donna, vacca Eva, dell’anti-star system dell’arte italiana impongo recensioni, con la faccia tosta, tipo scanzonata mezzana leggete la mia silloge, assemblee, kolektivne, bund, ccct, bot e davanti ai vostri «non ho tempo» democristiani, vi scateno un riot. Mi sono sentito dire tutto, - tutto, √ tutto, 0 : tutto = rutto: 10, x < tutto < y da Archiloco, attraverso Cecco e Majakovskij, a Quasimodo e Luzi (?), e, confusi, mi bocciate l’interpretazione «soggettiva» del critico diapason impegnato a dettare le norme standard di un’orchestra che suona a comanda, mi conoscete, da anni, la mia bio-biblio vi stronca, con massima sottovalutazione lei suona l’organo, e lui la tromba, mi sono abituato a cantare fuori dal coro, non entro nelle vostre teste, effettuo col coltello dei miei versi la vostra circoncisione, Činggis Qayan tardo-moderno non salto, ritmo con-forme, come i Mongoli dell’Orda d’Oro. «Ma ci sono turpiloquio, dissacrazione e bestemmia» nella tua «poesia» (sticazzi) scrivono l’artista ottantenne e il direttore di Gradiva, Fontanella era un diocanato, eh, il riot attua un mistilinguismo (eh?) alto/basso, tra Battiato e l’ex depu-tore Razzi il lirico/elegiaco mi accusa di non essere seduttivo, essendo un DOP iper-dotato, di-origine-Pozzoni, studioso hard / uomo easy, nel cimentarmi in ogni idioletto, con la lingua ci so fare e sono un fan del poliamory, contemporaneo, a letto.

 Ivan Pozzoni è nato a Monza nel 1976. Ha introdotto in Italia la materia della Law and Literature. Ha diffuso saggi su filosofi italiani e su etica e teoria del diritto del mondo antico; ha collaborato con con numerose riviste italiane e internazionali. Tra 2005 e 2026 sono uscite varie sue raccolte di versi: Underground e Riserva Indiana, con A&B Editrice, Versi Introversi, Mostri, Galata morente, Carmina non dant damen, Scarti di magazzino, Qui gli austriaci sono più severi dei Borboni, Cherchez la troika e La malattia invettiva con Limina Mentis, Lame da rasoi, con Joker, Il Guastatore, con Cleup, Patroclo non deve morire, con deComporre Edizioni e Kolektivne NSEAE e Lo Stato Pontificio con Divinafollia. Ha scritto/curato 152 volumi, scritto 1000 saggi, fondato un movimento d'avanguardia (NeoN-avanguardismo, approvato da Zygmunt Bauman), e steso un Anti-Manifesto NeoN-Avanguardista. I suoi versi sono tradotti in trenta lingue. Nel 2024, dopo sei anni di ritiro totale allo studio accademico, rientra nel mondo artistico italiano e fonda il collettivo NSEAE (Nuova socio/etno/antropologia estetica) [https://kolektivnenseae.wordpress.com/], braccio “armato” del tardomodernismo letterario.

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