Scrittura Nomade - Viaggio polidiomatico di Arte e Cultura - Variazioni sul tema scrittura
martedì 25 agosto 2026
I Nati del 1951 di Castelsaraceno ( PZ) si festeggiano: I Ricordi sono pur sempre….Poesie
venerdì 14 agosto 2026
Enea Biumi, Magatèi - Burattini, ed. Puntoacapo, 2026
Enea Biumi ci consegna, nel suo dialetto bosino, una voce
insieme antica e urgentemente contemporanea. Tra le rovine della Rocca d'Orino
e i glicini della Madonna del Monte, tra il chiostro di Voltorre e le ringhiere
arrugginite del tempo, il poeta osserva un'umanità che continua a ballare «al
freddo del Titanic», mentre la guerra toma a macchiare il mondo. Con ironia
dolente e tenerezza feroce, Biumi interroga i fantasmi della storia, i silenzi
della natura, la memoria dei vecchi al camino e l'innocenza calpestata dei
bambini. Marionette inconsapevoli o consapevoli, gli uomini danzano sul ciglio
dell'abisso, mossi dai fili del potere, della violenza e dell'oblio. Eppure, in
mezzo al fragore, resiste un rifugio: la bellezza aspra e luminosa della terra
prealpina, la schietta poesia del dialetto, la capacità di stupirsi ancora
davanti a un fiore o a una formica che solletica il collo. Magatèi / Burattini è un libro di resistenza
lirica, di radicamento e sguardo alto, per continuare a cercare, ostinatamente,
un'armonia possibile. (Mauro Ferrari)
San Martino d‘Agri. Da Borgo a Paese dell’accoglienza e della Solidarietà attraverso la Pittura, la Poesia , la Narrazione e la Musica
Nei giorni 10 e 11 Agosto San Martino d’Agri, ospitando una collettiva di Pittura a cui hanno partecipato i pittori : Ramaglia, Cicala Del Prete, De Stefano, Candeliere, Orlando, La Casa Motta, Zaminga, Montesano, Santarsiero, Torre Schettini, Martino, Notargiacomo, Lo Giudice, DiLascio Miraglia, Akulova e Spit, e un Salotto Letterario a cui hanno partecipato I poeti e i narratori: Prospero Cascini, Giulia De Stefano, Giuseppe Surico, Nicoletta Fortunato , Francesco Serafino ,Roberta Alberti , Michelangelo D’ Auria , Mina Falvella, Nicola Antonio Roberto Amato, Maria Carmela Scutillo e Sabina La Grutta sempre accompagnati dal maestro Simona Russillo, ha fatto un salto di qualità sposando la causa la causa della solidarietà reale.
La manifestazione ha affondato le radici nella vita concreta
dei paesi lucani, nelle piazze, nelle campagne, nelle montagne, nelle case di
pietra dove il tempo sembra conservare un respiro diverso.
Le opere lasciate faranno parte di una mostra permanente collettiva allestita nei locali dell'associazione Culturale Vincenzo Marinelli.
Tutto ha funzionato alla perfezione sotto la guida attenta di Domenico
Tranchitella e il controllo puntuale di Domenico Dragonetti.
martedì 11 agosto 2026
Silvia Comoglio “Salgemma” (Book Editore, 2026)
Il salgemma è un
minerale, un sale di rocca che ha un legame significativo con la cultura
ebraica. Nella Bibbia, infatti, il sale è simbolo dell’alleanza eterna tra Dio
e il popolo d’Israele. Un sale che, quindi, rappresenta una continuità poiché è
stabile, non si corrompe. E “Salgemma” è il titolo dell’opera poetica di Silvia
Comoglio, una delle voci più interessanti del panorama poetico contemporaneo.
Il lavoro si ricollega anche al precedente esito, “Margit”, che affrontava,
attraverso un disegno con fiori e farfalle della protagonista, un destino
drammatico presso il campo di concentramento di Terezin. Da subito si snodano
riferimenti alla Genesi, all’Esodo, ai Salmi, coinvolgendo la figura
dell’allodola che inaugura il testo, condensandosi nell’avvio di una quartina
allitterante quale prima stazione rigorosamente calibrata sull’endecasillabo:
“l’ombra, amore, piantata, dentro/ nella gola, è ombra, tutta senza fondo,/
dell’unica tua ala che trilla, dentro,/ nella gola, a eterno spigolo di vita”.
Poi, una serie di parole-chiave ad iterazione nelle strofe successive,
“dentro”, “trilla”, “gola”, “parola”, e innanzitutto “allodola”, l’uccello che
anticipa l’alba, accompagna l’uscita dalle tenebre notturne e acquisisce, in
questo senso, un valore sacrale. L’effetto ritmico e fonetico si pone nella
determinazione del verso che esprime anche tutta la necessità della dimensione
grafica, con uso forte, in particolare, di parentesi tonde, trattini, tre
punti. Incide la tecnica della ripetizione strutturale applicata a determinate
strofe a contrasto temporale: “ieri, è ombra-/ di terra a svanire,/ splendore-/
di fiaccola accesa/ a taglio-/ di allodola di pietra”. Seguono poi, con grande
perizia, innesti a diverso carattere grafico, tmesi, punti di domanda,
assonanze; la reiterazione salda la compattezza dell’evento, la fissa nel
dettaglio; la “quantità” visiva di spazio ammette perfino i tre punti tra
parentesi quadre. Il succedersi che Silvia Comoglio costruisce sulla pagina ha
una straordinaria coerenza di suono agibile, emissione di toni perfettamente
compiuti ma, nello stesso tempo, aperti alla provvidenziale successione, come
l’impatto di passi che colgono giunture così come avvallamenti in cui ci si
rispecchia. Ci sono casi nei quali il verso si allunga, diviene una sorta di
alessandrino con rimando montaliano: “tu, stammi solo a scudo semplice e
risolto, a ombra”, dove incalza il refolo, la sua eco, la soglia atavica e
sottile; ma anche l’inesprimibile indicato sulla pagina con una strofa visuale,
a totale consistenza segnica, che presenta tre versi fatti solo di una
successione lineare di punti. Il sintagma a diverso carattere innestato nella
traccia rivolta all’evento possibile, pone il senso dell’attribuzione al
proposito, alla responsabilità dello sguardo e del quesito, attesa ed uscita,
pietra e sale, ancora l’ombra e il ventre. Forse i volumi indicati nello spazio
possono essere accolti come mappe segnate dai termini di riferimento quali
tangibili fonti delle possibilità semantiche che Silvia Comoglio assume in una
procedura letteraria determinata nella flessibilità vocalica, così come nella
solidità consonantica: “a pietra di mare, dove,/ infranto, ora risplende-/ il
bacio, duro, di cielo-“. Quale vivibile vicinanza, o affetto, o amore, nella
diuturna consapevolezza del dolore inevaso, della mancanza silente percepita
negli intagli ricorrenti di elementi franti? Ma il corso della versificazione è
così ben composto da strutturare un raro esempio di accensione verbale verso
espansioni che prendono avvio da inizi embrionali e calibrature essenziali
davvero precise e centrate. La veglia deterge l’accolta ubiquità che apporta
discendenze assunte, sussurri sapienziali, occorrenze profetiche, memorie
traspirate, sogni germogliati, “e infine, sta scritto: sono brina,/ le labbra,
a ombra di confine”. Le appendici sono fronti di avvistamenti, di anabasi
tradotte nella volontà di conoscere, registrare le impronte a testimonianza di
dati innestati nella perizia dei giorni e delle notti, verso l’attesa e il
consenso che possa agire sulle labbra, su una opzione desiderante. Esito,
questo di Silvia Comoglio, che conferma un altissimo equilibrio fonetico ed una
efficace e sempre rigorosa architettura testuale, a conferma della fondamentale
importanza, in poesia, della tessitura grafica.
Andrea Rompianesi
sabato 8 agosto 2026
Maura Baldini “Insula” (Marco Saya Edizioni, 2025)
Andrea Rompianesi
Rudy Toffanetti, Eresia dei giusti, Vallecchi, Firenze, 2026
Suddivisa in sei capitoletti, la silloge presenta una unità di fondo, una sorta di file rouge che sottende ogni poesia tanto che i versi diventano un poema unico sia che ci parla di Ediacara, Atlantide, fossili, dinosauri, sia che si avventuri sui tram di Milano, o nei vicoli di Genova, o parli di satelliti Starlink e del Donetsk, o affronti relazioni amorose e famigliari. Il discorso poetico si innesta in un gioco del quotidiano, non scevro da sentimenti, preferenze, ricordi, per concentrarsi o per lo meno evidenziare problemi vitali sia del singolo che della comunità.
In quei giorni, tra lutti e gozzoviglie,si stava in un acquario, col tramonto
sopra i mobili di casa ...
Oltre tante pagine del vento (attentati
migrazioni bombardamenti) non sembrò
cambiato niente, e la pioggia solo
un tocco vedovile alla scogliera ...
a ogni movimento, un tempo la cui stasi
è un’evoluzione disperante, ed è stata
una strana eccitazione della morte (…)
e mi dedicai al saccheggio. Nei carruggi umidi
di pesto e alici, ché a vent'anni non puoi altro,
c'era il vento e tu ti entusiasmavi
degli zingari, degli attimi e dei rigattieri.
qua i maghreb e gli ufficieri, i pensionati, le raucedini,
gli alzheimer, ipertesi, i dolori compressivi -
metamorfa cerca di falò nelle cucine, sono
corpi santi, i fuochi fatui della periferia.
quando cuce e scuce la Barona, Chiaravalle,
Niguarda e l'Ortica, quando gracida
e sferraglia sopra gli starnuti e le code
degli eterni pellegrini, i rimossi, i pendolari.
nessuno ti mangiava,
non c'erano creature né c'erano i creatori:
i figli resistevano da soli
all'esistenza e questa non chiedeva
in ausilio la speranza.
Non so per primo chi
abbia cominciato a inventare
che ci fosse un'eredità o un motivo
per trionfare.
Forse è troppo presto e forse mi
sbaglio, ma mi piacerebbe inserire Toffanetti fra quella schiera di poeti che
appartengono alla cosiddetta Linea lombarda. Non solo e non tanto perché
Franco Loi è stato il suo mentore, bensì nel rifiuto costante della retorica e
del soggettivismo, nell’uso di toni dimessi, quotidiani, antieroici e
antilirici, nell’interesse per il presente. La sua lingua infatti non è né lirica
né narrativa, ma un intreccio di lessico scientifico, domestico, cronachistico,
filosofico, a volte religioso e fiabesco. Si sente infatti nei suoi versi lo
studio, l’affinamento, il rapporto con la tradizione poetica di Raboni, Sereni
e persino di Testori.
un buco nella rete, lì lancia il petardo –
dice “capodanno!” Siede a cena con gli zii.
Nella vecchia casa alligna il cotechino,
il bimbo, all’ombra della mamma, trova
la vita, e la scambia per destino.
Giunti alla fine di questa
raccolta sembra che il contenuto si dilati come a significare l’impossibilità
di una chiusura. I versi acquistano un tono forse più intimo e familiare ma non
rinunciano a gettare uno sguardo sul mondo. L’universo – sembra dirci – non
finisce, si trasforma.
(…) intanto
tu arricciavi un buco dentro l'aldiquà e come sempre
grattavi l'infinito: concludevi l'universo in uno sguardo.
Enea BiumiInizio modulo
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giovedì 6 agosto 2026
La terza edizione della Manifestazione “Vicoli in Arte” si terrà a San Martino d’Agri ( PZ) il 10 e 11 Agosto sul Tema “paesi da vivere o borghi da visitare?”
Promossa dal Comune, dalla regione Basilicata e dall’associazione culturale Marinelli si terrà il 10 e 11 Agosto a San Martino d’Agri (PZ) la terza edizione della manifestazione Vicoli
In Arte…. Parteciperanno i pittori con le proprie opere: Paolicelli, Rosa ,Gelsomino , Ramaglia ,Cicala, Del Prete, De Stefano, Candeliere, Orlando, La Casa, Motta, Zaminga, Montesano, Santarsiero, Torre, Schettini, Martino, Notargiacomo, Lo Giudice, DiLascio , Miraglia , Akulova, e Spit.
Al salotto letterario sempre sullo stesso tema parteciperanno i poeti e gli scrittori: Novella Capoluongo, Prospero Cascini, Giulia De Stefano, Giuseppe Surico, Nicoletta Fortunato , Francesco Serafino ,Roberta Alberti , Michelangelo D’ Auria , Mina Falvella, Nicola Antonio Roberto Amato, Maria Carmela Scutillo e Sabina La Grutta. Coordinatore dei moderatori (Celeste Alberti, Cinzia D’Agostino e Arjana Bechere) sarà Domenico Luca Tranchitella.
Intermezzi musicali del maestro Simona Russillo.
La supervisione è garantita, come sempre, da Domenico Dragonetti ormai punto di riferimento …
I Nati del 1951 di Castelsaraceno ( PZ) si festeggiano: I Ricordi sono pur sempre….Poesie
Si sono dati appuntamento in piazza prima della messa i coscritti del 1951 Prospero Cascini, Fulco Vito, Iannella Vito nato a Castelsarac...
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La Book Editore di Massimo Scrignòli da molto tempo ci ha abituato alla proposta di numerose eccellenze editoriali nell’ambito della...
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“ Bellezza, bellezza, bellezza! / unico vero linguaggio che vale” sono i versi che posti al centro della silloge fanno da trade-union ...
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Nei giorni 1 e 2 giugno tanti pittori sono intervenuti con le loro opere ad una mostra d’arte, curata dal pigmalione culturale Domenic...
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